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FAQ Covid-19

Domande frequenti Covid-19

Guida rapida a tamponi, terminologie e buone pratiche relative al Covid-19

L’obiettivo è salvaguardare la salute di tutti, prevenendo e bloccando i contagi.
Di seguito le domande più frequenti relative al Covid-19.

Sono risultato positivo con sintomi: cosa faccio? Qual è il protocollo?

I pazienti positivi sintomatici devono rimanere in isolamento per almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi e possono rientrare in comunità dopo un tampone negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (che possono essere inclusi nei 10 totali o essere successivi).

Laddove sia difficile identificare l’inizio dei sintomi perché sfumati, si ritiene come punto di partenza il primo tampone positivo.

Se il secondo tampone dovesse risultare positivo, occorre proseguire l’isolamento e ripetere il tampone dopo 7 giorni. Se il paziente risultasse ancora positivo, l’isolamento si conclude 21 giorni dopo l’esecuzione del primo tampone e dopo almeno l’ultima settimana senza sintomi.

Sono entrato in contatto stretto con un positivo senza sintomi cosa faccio?

Bisogna sottoporsi a un periodo di quarantena nei 14 giorni successivi alla data di esposizione. In alternativa si deve osservare un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione, al termine del quale bisogna effettuare un test antigenico o molecolare.

Come si cura a casa il Covid-19?

I casi lievi di COVID-19 – quelli che presentano sintomi come febbre, tosse, alterazione del gusto, malessere, cefalea, dolori muscolari – non necessitano, in genere, terapie specifiche al di là di terapie volte al miglioramento e al controllo di eventuali sintomi.

In particolare, nei soggetti sintomatici o che presentano sintomi lievi si raccomanda di:

  • misurare periodicamente la saturazione dell’ossigeno;
  • utilizzare al bisogno farmaci per la gestione dei sintomi, come paracetamolo;
  • mantenere un’adeguata alimentazione e idratazione;
  • proseguire eventuali terapie croniche già in corso per altre patologie;
  • non utilizzare antibiotici se non su indicazione medica.

È importante ricordare che, al momento, non risultano evidenze solide derivanti da studi clinici controllati dell’efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari (come la vitamina D, la lattoferrina, la quercitina).

Qual è la differenza tra tampone rapido, tampone molecolare e test sierologico?

Attualmente sono disponibili tre tipologie di test diagnostici.

Test / Tamponi Molecolari e Tamponi rapidi che permettono di rilevare, mediante tampone naso/oro-faringeo, la presenza del virus.
La differenza tra i due tamponi sta nel metodo in cui viene analizzato il campione.

Nei tamponi molecolari si ricerca l’RNA e il campione viene processato in laboratorio; i risultati sono disponibili dalle 2 alle 48h a seconda del centro analisi.


I test rapidi invece ricercano l’antigene e forniscono il risultato rapidamente (15-30min) poiché funzionano come i test di gravidanza.

Test Sierologici rilevano l’esposizione al virus, evidenziano la presenza di anticorpi contro il virus, ma non sono in grado di confermare o meno la presenza di un’infezione in atto. Sono utili per una valutazione epidemiologica della circolazione virale, per stimare la diffusione dell’infezione in una comunità.

Sono positivo e/o convivo con un positivo e ho un familiare che ha bisogno di essere assistito. Come faccio?
Puoi richiedere il servizio “infermiere in famiglia” per il supporto assistenziale dei tuoi cari (persone anziane e/o non autosufficienti). L’infermiere a domicilio ha tutte le competenze per gestire al meglio le esigenze sanitarie del tuo nucleo familiare e i bisogni del singolo paziente. Il servizio è attivo 7/7, festivi compresi.
I positivi asintomatici sono contagiosi?

Sì, le persone infette possono trasmettere il virus sia quando presentano sintomi che quando sono asintomatiche.

Ecco perché è essenziale che tutte le persone positive siano identificate mediante test, isolate e – a seconda della gravità della loro malattia – ricevano cure mediche.

Anche i positivi ma asintomatici devono essere isolati per limitare contatti con gli altri. Queste misure interrompono la catena di trasmissione del virus.

È fondamentale, in qualsiasi situazione, osservare tutte le misure di prevenzione:

  • distanziamento fisico
  • utilizzo della mascherina
  • lavaggio frequente delle mani
Sono positivo senza sintomi: cosa faccio? Qual è il protocollo?

I pazienti positivi asintomatici devono rimanere in isolamento per almeno 10 giorni e alla fine di questi eseguire un tampone.

Se l’esito è negativo è possibile tornare in comunità, altrimenti occorre prolungare l’isolamento ed effettuare un altro tampone dopo 7 giorni. Se il paziente risultasse ancora positivo, l’isolamento si conclude 21 giorni dopo l’esecuzione del primo tampone e dopo almeno l’ultima settimana senza sintomi.


Laddove l’infezione dovesse prolungarsi a lungo e il tampone risulti positivo anche dopo il ventesimo giorno, il soggetto può comunque tornare in comunità – salvo diverse indicazioni delle autorità sanitarie competenti – perché non rappresenta più un rischio per gli altri da un punto di vista infettivo.

Cosa si intende per “contatto stretto”?

Si tratta di un’esposizione ad alto rischio.
Nello specifico, un “contatto stretto” di un caso probabile o confermato corrisponde a:

  • i conviventi;
  • coloro che hanno avuto un contatto fisico diretto, ad esempio una stretta di mano; 
  • coloro che hanno avuto un faccia a faccia, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 min;
  • coloro che hanno condiviso lo stesso ambiente chiuso – aula, sala riunioni, sala d’attesa, mezzo di trasporto – in assenza di DPI idonei;
  • coloro che forniscono assistenza diretta ad un positivo senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei.

I casi di contatto stretto sono numerosi. Proprio per questo è fondamentale prestare la massima attenzione, tenere traccia di tutti i nostri movimenti e rispettare scrupolosamente tutte indicazioni sanitarie.

Qual è la differenza tra isolamento e quarantena?

Isolamento e quarantena rappresentano due importanti misure di salute pubblica volte a contenere i contagi del virus SARS-CoV-2, responsabile di COVID-19 ed evitare il conseguente sovraccarico degli ospedali.

Si tratta di due situazioni che richiedono comportamenti differenti: l’isolamento si riferisce ai pazienti con accertata infezione da SARS-CoV-2, mentre la quarantena si riferisce ai soggetti sani.

Che cos’è l’isolamento?
L’isolamento consiste nella separazione tra coloro che sono risultati positivi al tampone molecolare e i soggetti sani. L’obiettivo è prevenire la trasmissione dell’infezione.

Che cos’è la quarantena?
La quarantena si applica a persone sane, ma che potrebbero essere state esposte al virus, in quanto contatto stretto di un caso positivo. Consiste nella restrizione dei movimenti e dei contatti con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi, identificare velocemente nuovi casi d’infezione e limitare il rischio di nuovi contagi.

Sono un donatore di sangue, come mi devo comportare?

Il sangue si può donare solo se si è in buone condizioni di salute, quindi anche un semplice raffreddore o mal di gola, senza alcun collegamento al Coronavirus, sarebbe causa di esclusione temporanea.

Prima di recarti a donare contatta il Centro trasfusionale o l’Associazione di riferimento e verifica direttamente la possibilità di prenotare la donazione.

Qualora tu abbia contratto il Covid-19, potrai donare solo dopo aver preso i seguenti accorgimenti:

  • Se sei un positivo asintomatico, dovrai rispettare i 10 giorni di quarantena previsti per legge e, al termine dei 10 giorni, potrai donare solo dopo aver fatto un tampone con esito negativo;

  • Se sei un positivo sintomatico, dovrai rispettare i 10 giorni di quarantena dall’inizio dei sintomi e poi potrai donare il sangue solo dopo aver effettuato un tampone che con esito negativo. Il tampone in questione potrà essere fatto solo tre giorni dopo la risoluzione di tutti i sintomi (esclusa la perdita di olfatto e gusto) e comunque non prima della fine dei 10 giorni di quarantena previsti.

  • I positivi di lungo termine potranno donare solo dopo la risoluzione di tutti i sintomi e un tampone che con esito negativo.

Comunica sempre se ti è stata diagnosticata l’infezione o se hai avuto sintomi associabili a quelli causati dal Coronavirus (febbre, tosse, difficoltà respiratorie) anche quando i sintomi in questione siano già stati risolti.

Le persone positive quando possono/iniziano a trasmettere il virus?

La trasmissione del virus – sulla base delle attuali conoscenze – avviene principalmente da persone sintomatiche, ma può verificarsi anche poco prima dell’insorgenza di sintomi, quando si è in prossimità di altre persone per periodi di tempo prolungati.

Allo stesso tempo, chi non manifesta sintomi può ugualmente trasmettere il virus, anche se non è ancora chiaro e in che misura.

Come interrompere quindi la catena di trasmissione?
Limitando i contatti, lavarsi frequentemente e accuratamente le mani, mantenere il distanziamento fisico di almeno un metro e indossare sempre un dispositivo di sicurezza.

jj

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